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Acquisto della prima casa a Padova: agevolazioni, requisiti e ruolo del notaio

Acquistare la prima casa a Padova consente, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, di beneficiare di imposte ridotte. L’agevolazione non dipende soltanto dal fatto che si tratti del primo immobile acquistato: occorre considerare la categoria catastale dell’abitazione, il Comune di residenza, gli eventuali immobili già posseduti e le dichiarazioni inserite nell’atto notarile.

Prima di firmare una proposta d’acquisto o un contratto preliminare è quindi opportuno verificare la propria situazione. Un controllo anticipato permette di conoscere il regime fiscale applicabile, preparare i documenti necessari e prevenire condizioni contrattuali difficili da rispettare.

Le informazioni che seguono sono aggiornate ad agosto 2026 e hanno carattere generale. Ogni compravendita deve essere valutata sulla base delle circostanze concrete.

Che cosa sono le agevolazioni prima casa

Le agevolazioni prima casa sono un regime fiscale che riduce le imposte dovute per l’acquisto di un’abitazione e, entro determinati limiti, delle relative pertinenze.

L’espressione “prima casa” può generare qualche equivoco. Non significa necessariamente “prima abitazione acquistata nella vita”. In alcune situazioni il beneficio può essere richiesto anche da chi possiede già un immobile, mentre in altre la disponibilità di una casa impedisce di accedere all’agevolazione.

I requisiti devono essere dichiarati nell’atto di compravendita. Il notaio esamina il caso, individua il trattamento fiscale applicabile e inserisce nell’atto le dichiarazioni richieste dalla normativa.

Quanto si paga acquistando con le agevolazioni prima casa

Le imposte cambiano in base al regime fiscale della vendita.

Acquisto da un privato o da un’impresa con vendita esente da IVA

Quando la compravendita è soggetta all’imposta di registro, si applicano:

  • imposta di registro del 2%, anziché del 9%;
  • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • imposta catastale fissa di 50 euro.

L’imposta di registro proporzionale non può comunque essere inferiore a 1.000 euro.

Se ne ricorrono le condizioni, l’acquirente persona fisica può chiedere l’applicazione del sistema del “prezzo-valore”. In questo caso l’imposta viene calcolata sul valore catastale dell’immobile, indipendentemente dal prezzo indicato nella compravendita. Il prezzo effettivamente concordato deve comunque essere dichiarato nell’atto.

Acquisto da un’impresa con vendita soggetta a IVA

Quando la vendita è soggetta a IVA, il trattamento agevolato prevede:

  • IVA al 4%, anziché al 10%;
  • imposta di registro fissa di 200 euro;
  • imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
  • imposta catastale fissa di 200 euro.

In questo caso l’IVA viene calcolata sul prezzo della compravendita, non sul valore catastale.

Gli importi e le aliquote sono riepilogati nella guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata all’acquisto della casa.

Quali immobili possono beneficiare dell’agevolazione

L’abitazione deve appartenere a una delle categorie catastali ammesse:

  • A/2, abitazioni di tipo civile;
  • A/3, abitazioni di tipo economico;
  • A/4, abitazioni di tipo popolare;
  • A/5, abitazioni di tipo ultrapopolare;
  • A/6, abitazioni di tipo rurale;
  • A/7, abitazioni in villini;
  • A/11, abitazioni e alloggi tipici dei luoghi.

Sono escluse le abitazioni classificate nelle categorie A/1, A/8 e A/9, rispettivamente abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi di particolare pregio.

L’agevolazione può comprendere anche una pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7. Possono quindi rientrare nel beneficio, alle condizioni previste, una cantina o un deposito, un’autorimessa e una tettoia. La pertinenza deve essere destinata in modo durevole al servizio dell’abitazione.

Residenza a Padova: che cosa prevede la legge

Per ottenere le agevolazioni prima casa su un immobile situato a Padova, l’acquirente deve avere la residenza nel Comune di Padova oppure impegnarsi a trasferirla entro 18 mesi dall’acquisto.

Il requisito riguarda il territorio comunale, non necessariamente l’indirizzo dell’immobile acquistato. Non è quindi indispensabile trasferire la residenza proprio nella nuova abitazione per ottenere inizialmente il beneficio, purché venga stabilita nel Comune entro il termine previsto.

La dichiarazione con cui l’acquirente si impegna a trasferire la residenza deve essere inserita nell’atto. Il termine di 18 mesi merita particolare attenzione: il suo mancato rispetto può determinare la perdita dell’agevolazione.

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